Angeli, fatine, vampiri. I compagni di avventura di chi ha figli in età scolare sono, al cinema e in televisione, sempre più spesso personaggi che hanno a che fare, marginalmente o platealmente, con entità mitiche o con poteri sovrannaturali pur conducendo una vita molto simile a quella dei loro coetanei "reali". Quale sia la logica di mercato di questa scelta non so, ma con certezza so che è una decisione di grande successo: basta stare a contatto con gli adolescenti di oggi per sentire lo stesso entusiasmo che veniva tributato ai mitici gruppi musicali di diversi anni fa. Il fantastico, i poteri, la magia uniti alla vita quotidiana dei personaggi (sempre alle prese con amori spezza-cuore, sentimenti e amicizie) sembrano essere gli ingredienti giusti per una ricetta di successo. I forum dei giovanissimi parlano chiaro: le avventure di questi protagonisti sono le più seguite e i protagonisti diventano idoli dei loro coetanei a livello internazionale. Le riviste riservate ai teenagers mostrano immagini di ragazzi freschi, senza pose ammiccanti, vestiti con la "divisa" dei giovani di tutto il mondo, che sorridono con visi acqua e sapone e che forse proprio per questo! - sono idolatrati e acclamati dai più. Serie come TeenAngels, ad esempio, sono amate dai ragazzi di mezzo mondo che ne discutono su forum, fanno file di ore di fronte ai cancelli degli stadi da tutto esaurito, urlano al solo sentirli nominare e tappezzano le loro stanze con i volti dei loro idoli. La serie racconta la vita di un gruppo di ragazzi come loro e in realtà, a dispetto del nome, non hanno molte differenze con i "nostri" giovani ma la loro forza è passata dal telefilm alla realtà e l`attesa del concerto online che terranno nel prossimo weekend è vissuta come un evento sensazionale. Nomi che a noi non dicono nulla, pronunciati dai nostri figli diventano fonte di grandi sorrisi e visi illuminati. Inutile provarci, non riusciremo mai a stare al passo con i tempi: però scommetto che anche a voi è successo di guardare di soppiatto queste storie che tengono incollati i nostri figli e di aver pensato "Ah, però..." ! O no? Francesca |